La lapidazione di Soraya M.

E’ un piacere presentarmi. Sono Paula Ales Lopez, studentessa della Università di Sevilla. Dopo aver vissuto un anno come Erasmus a Padova, ho voluto ripetere la esperienza, in questo caso facendo un tirocinio. Mi integro come parte della squadra di Perilmondo Onlus, una organizzazione vivace dedicata all’educazione dei bambini e alla sostenibilità del pianeta, tra altre attività di utilità sociale.

La trama

Il primo ottobre sono stata in un evento molto interessante. Per concludere la settimana sulla Pace e Non Violenza si è organizzata la visione del film “La lapidazione di Soraya M.” presso il comune di Padova.

Questo film tratta la sentenza e il castigo di Soraya. Una storia vera raccontata dalla sua zia ad un giornalista che passava per il suo paese, in Iran.

In questa narrazione interagiscono diversi personaggi. Soraya è la protagonista, una ragazza giovane, sposata e madre di quattro figli. La definisco come una donna innocente, che soffre e sopporta le angherie del regime, ma che decide di cambiare la sua condizione.

Un’altra persona importante nella storia, secondo me più dalla propria protagonista, è sua zia Zahra. E’ lei chi mostra più coraggio dentro un mondo governato dai maschi, dove la voce delle donne non ha forza. Lei è la consigliera di Soraya, ha occhi dappertutto e capisce subito le intenzioni del complotto contro Soraya. Lo stesso linguaggio del suo corpo rivela che è una persona audace che non si inchinerà facilmente ai desideri di chi ha il potere.

Il marito di Soraya è la terza parte di questo triangolo. Lui inizia tutto, da lui parte la storia. E’ un uomo possessivo ed egocentrico, capace solo di pensare alle sue necessità. Tutte le sue esigenze devono essere soddisfatte.

Il matrimonio tra Soraya e Ali non va bene, il suo rapporto è quasi inesistente. Lui vive una vita piena di capricci e ha tutto quello che vuole, perfino altre donne al di fuori della sua casa. Per questo Soraya rifiuta i “suoi doveri come sposa”, atto che fa arrabbiare suo marito. Lui gli chiede il divorzio, non per una questione di senso e morale come al giorno d’oggi si intenderebbe, ma perché ha conosciuto una ragazzina da 16 anni, figlia di un uomo ricco, alla quale questo rapporto conviene di più.

Soraya non vuole fargli questo piacere perché sa che Ali porterebbe i suoi due figli con lui in città, mentre delle sue due figlie non vorrebbe sapere nulla. Lei da piccola, per problemi economici della sua famiglia, lavorava in una casa dove il padrone si approfittava di lei. La sua paura è che accada lo stesso alle sue figlie una volta che Ali le lascerà senza supporto.

Il mullah del paese (dotto o maestro della religione islamica, della Volontà di Dio) gli proporre di essere la sua “sposa temporanea”, letteralmente descritto dalla zia come “una prostituta santa”. Loro due si rivelano e come alternativa conseguono che Soraya faccia la casalinga nella casa di un uomo appena diventato vedovo, in cambio di un salario. Così, passato un po’ di tempo, potrà mantenere le sue figlie grazie al suo sforzo.

Però in questo momento comincia a formarsi il piano di Ali. Vede come la sua sposa entra ed esce troppo dalla casa del vedovo, e vuole insinuare negli altri il dubbio che lei gli sia infedele. Il mullah gli raccomanda di avere testimoni per poter denunciare sua moglie di questo grave peccato condannato con la morte. Entrambi minacciano il vedovo, che alla fine afferma sotto ricatto di aver visto Soraya nel suo letto quando tornava dal lavoro, e di aver sentito dire da lei cose che solo un marito dovrebbe ascoltare.

Zahra consiglia a sua nipote di lasciare il lavoro, perché capisce che le intenzioni di Ali sono di liberarsi di Soraya, però lei scarta questa possibilità pensando solo ai soldi che otterrà per sue figlie. A Soraya sembra che le supposizioni di sua zia siano esagerate, però con la dichiarazione del vedovo e la parola di Ali, due testimoni maschi, basta per la sentenza di morte contro Soraya. Nella religione musulmana quando un maschio imputa qualcosa a una donna è lei chi deve dimostrare la sua innocenza. Tuttavia se è lei che accusa il marito, dovrà presentare prove irrefutabili.

Zahra tenta porre rimedio alla situazione, parla col sindaco, col mullah, con Ali; però non ottiene niente. Soraya sarà lapidata davanti a tutti i vicini del paese. Le legano le mani e le seppelliscono fino all’ombelico. Le chiedono se vuole dire alcune parole e lei tenta richiamare la pietà della sua famiglia e vicini, però loro, fedeli alla parola del Corano, gridano “Dio è grande” e cominciano uno per uno a lanciare pietre contro la peccaminosa Soraya.

Il primo ad impartire giustizia sarà il proprio padre, seguito del marito, i due figli e il vedovo, che purtroppo non è capace e lascia le petre. Poi tutti i uomini del paese prendono i affilati sassi e li lanciano con la maggiore forza possibile contro Soraya, che poco a poco sviene. Il lavoro non è finito finché lei rimane in vita.

Dopo questo tragico giorno, che finisce con una festa nel paese, la zia Zahra racconta la storia al giornalista straniero che arriva da loro; dai primi dettagli fino a quando le hanno impedito di dare sepoltura al corpo di sua nipote.

La registrazione della storia non è purtroppo salva. Quando finisce l’appuntamento tra il giornalista e Zahra, il mullah fa rompere tutto quanto aveva il giornalista dentro del suo zaino. Tuttavia la registrazione è in possesso di Zahra, che la consegna al giornalista prima della partenza. Così la sua voce non sarà più sepolta tra i sassi.

Quello che mi ha colpito

E’ stato impattante trasportarmi a un mondo così diverso dal nostro. In questi tempi le persone si uniscono e separano senza essere costretti a fare nessuna delle due cose. Il film mostra una totale mancanza di libera volontà per parte de la donna, che da quando è piccola si vedrà in regime di debolezza di fronte alla figura maschile. Anche se ha la forza e il coraggio di far fronte alla sua situazione, le conseguenze sono così minacciose che è costretta a sottoporsi alla volontà di chi detta le leggi, sia dentro casa che nella comunità. Il tipo di relazione che tra maschi e femmine si osserva sullo schermo non è sano, ma si trasmette di generazione in generazione.

L’immagine di Sakineh Mohammadi, resa celebre dalla mobilitazione civile contro la lapidazione.

Quando tutto il potere si concentra in un unico gruppo, il maschile in questo caso, a mio parere si compie un errore. Si difendono solo i suoi interessi e il gruppo minoritario resta senza possibilità di esprimersi. Questo si vede riflesso alla perfezione nella storia di Soraya. Perfino quando i uomini le propongono di fare un lavoretto come casalinga, e lei accetta, è Soraya chi ha la colpa per essere troppo a casa del vedovo. Questo esempio mi ha lasciata sbalordita e spaventata per il tipo di pressione che alcune persone possono esercitare su altre, che, pur avendo uguali diritti, si trovano sotto la piramide sociale creata dalla stessa società.

Come grande parte del pubblico non ho potuto reprimere l’emozione che pervade la narrazione. Quando il silenzio regna durante l’entrata di Ali in casa, quando lui ed il mullah tracciano i piani dentro il bar, quando Soraya porta le sue figlie a fare una passeggiata, quando i figli prendono le pietre e anche loro sentenziano contro la loro madre, quando Zahra consegna la registrazione al giornalista e si sente libera. Pensare che è una storia reale ti fa sentirlo con più forza.

Il film di Soraya racconta una dura storia che deve essere ascoltata, e su questa ognuno trarrà le proprie conclusioni. Sapevo dell’esistenza della lapidazione, sapevo della violenza e crudeltà di questo atto, però solo vedendo con i miei occhi la brutalità fisica e psicologica alle quali la protagonista è stata esposta mi rendo conto che non dovrebbe accadere a nessuna persona. Purtroppo comprendo che questa situazione, lontana dal nostro mondo, qui da noi non viene percepita nella sua durezza. E solo un film così forte riesce a farcelo capire.

Personalmente di questo film mi rimane dentro la forza di Zahra, che non molla mai e consegue quello che vuole perché crede che sia la cosa giusta, e l’interiorità di Soraya, per la quale l’unico piano era salvare le figlie.

Paula Ales Lopez

Per approfondire

http://www.tramaditerre.org/tdt/articles/art_5687.html – Interessante domande e risposte sulla lapidazione.

http://www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio– Altro caso di lapidazione: Sakineh Mohammadi.

http://www.provincia.pd.it/index.php?page=lapidazione-sospesa-per-sakineh-continua-la-mobilitazione-delle-coscienze – Mobilitazione in Padova.

http://www.fusiorari.org/local/attualita/552-mediatore-culturale-a-padova-giustifica-la-lapidazione.html – Il polo opposto: giustificazione della lapidazione.

http://stopstonningnow.com/wpress/ – Comitato Internazionale contro la lapidazione.

http://www.agenziaradicale.com/archivio/index.php?option=com_content&task=view&id=13542&Itemid=60 – Passi avanti per la moratoria della lapidazione.

http://www.petitiononline.com/nostones/petition.html – Petizione online per abolire la lapidazione.

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