Io Non ci Trovo Nulla da Ridere

Finanzia anche tu la costruzione della Morte Nera su Kickstarter

Mi riferisco a questo articolo oggi apparso su una delle tante testate blog-based che si occupano di marketing, evidentemente esaltandolo sopra ogni cosa, visto il tono e le informazioni che ho trovato. Riassumiamo brevemente: Alcuni burloni chiedono alla Casa Bianca di finanziare un progetto per la costruzione della celebre Morte Nera, la stazione spaziale resa celebre dal primo film di Star Wars, adibita ad avamposto per la distruzione di pianeti. La Casa Bianca ovviamente rifiuta. I promotori di questa encomiabile iniziativa di fund-raising ci riprovano, e mettono il progetto sulla piattaforma di raccolta fondi online Kickstarter. La quota da raggiungere è 543 quadrilioni di sterline. Fino ad ora sono riusciti a raccogliere 230.000 sterline. Fine della storia, e già mi basta.

La cosa che mi indigna non è tanto la faccenda in sé, quanto la reazione del mondo mediatico. Non ho nulla contro l’autore di questo articolo, ma mi sembra intollerabilmente parziale riferirsi a questa bufala come a qualcosa che può essere solo, cito testualmente, una “geniale strategia di marketing”, riportando le numerose battute che hanno accompagnato tanto la raccolta del denaro quanto le risposte iniziali dell’organo governativo statunitense. Nessuna parola viene infatti spesa sulla gravità di un fatto che a me — presidente di una ONLUS padovana che, come moltissime altre, deve giornalmente muoversi lungo i binari dei tagli al sociale — è saltato immediatamente all’occhio, ma che evidentemente non è saltato all’occhio del commentatore: 230.000 sterline sono state di fatto dirottate da degni progetti potenziali di sviluppo sociale a un buco nero sul quale nessuna spiegazione è stata data, e sul quale probabilmente calerà il sistematico sipario del disinteresse dovuto ad altre simpatiche notizie bizzarre che strapperanno un fugace sorriso sulla faccia degli internauti. Cosa ne sarà di questi fondi? Come verranno utilizzati? Chi ha effettuato la donazione non dice nulla? Sono queste le informazioni che voglio.

Se la “geniale strategia di marketing” fosse stata avviata per finanziare qualcosa di socialmente utile, potrei al limite giustificare l’intera manovra (anche se non mi sembra giusto chiedere soldi per costruire un asilo, una scuola, un ospedale, una centrale eolica, facendo figurare che si andrà a costruire un’astronave). Ma, chissà perché, ho l’impressione che la cosa avrà tutt’altra natura, se solo avranno la voglia di informarci.

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2 pensieri su “Io Non ci Trovo Nulla da Ridere

  1. Ciao! Posso rispettare la tua opinione, senza dubbio. Solo che mi sembra strano leggere il tuo commento quando:
    1) Ancora non è stato svelato nulla su cosa accadrà;
    2) I soldi non sono stati sottratti a nulla di “sociale”: le persone che vogliono partecipare lo fanno su base volontaria.

    Le persone che hanno donato i soldi e non riceveranno nessuna informazione (ma ne dubito fortemente) potranno rivalersi sugli ideatori: questo comunque non toglie che hanno donato su base volontaria, fidandosi di quello che c’era scritto (quindi, probabilmente perché si aspettano qualche iniziativa “virale” o comunque particolare).

    Un saluto,
    Simone

    1. Rispetto la tua opinione, ma ovviamente non posso condividerla. Tutto è legato a due concetti imprescindibili, almeno a mio avviso. Il primo, la trasparenza. Il secondo, la giustificabilità. Questo progetto ha accumulato denaro, risorsa “finita” che, aggiunta da una parte, si sottrae automaticamente dall’altra, in una modalità certamente non trasparente e probabilmente non giustificabile. Il risultato è un più 230.000 sterline in qualcosa che, per trasparenza e giustificabilità, non vale nulla, e automaticamente un meno 230.000 sterline in tutte quelle che invece si pongono come attività valide.

      Io lavoro giornalmente nella onlus rappresentata da questo sito, quindi so di cosa parlo. Il nostro settore, l’unico impegnato in una seria ed equa redistribuzione di una ricchezza eccessiva che finisce sempre nelle mani dei soliti noti, altrettanto giornalmente deve fare i conti con i tagli e con gli sprechi. Ora, se un comune cittadino preferisce comprarsi gli occhiali e i jeans firmati, questa è una cosa incontrollabile, a meno che tu (come noi facciamo) non faccia una campagna culturale per dire che forse sarebbe meglio avere dei normalissimi occhiali di qualità, piuttosto che sprecare denaro per una firma. Ma ciò che compare in rete, in un portale che gestisce campagne di raccolta fondi che tali devono essere, e per scopi ben definiti e comunicati alla gente, questo è controllabilissimo. Ribadisco: per un unico progetto (che non è un progetto) sono stati raccolti fondi per 230.000 sterline; non importa se chi li ha dati era ubriaco, piuttosto che curioso, piuttosto che desideroso di liberarsi di un po’ di denaro così per noia. Il fatto sta lì davanti a noi: un sacco di soldi in un potenziale buco nero. Pensa cosa succederebbe se non si facesse nulla e i soldi non venissero restituiti. Magari quelli che li hanno donati per l’idiozia della Morte Nera se ne fregano. Ma tutti gli altri? Tutti quelli che ritengono questa piattaforma qualcosa di serio, a cui donare per progetti trasparenti e giustificabili? Cosa potrebbero pensare?

      Caro Simone, come ti ripeto io sono nel mondo della cooperazione e del sociale. Non esiste istante in cui non si crei un collettivo di associazioni per fare qualcosa a fronte dei continui tagli che vengono inferti a settori come il nostro. Eppure ti capita di vedere che singole associazioni, in un colpo solo, attraverso meccanismi poco trasparenti e poco giustificabili, per il solo fatto di avere specifici soggetti messi nei luoghi giusti del potere, si beccano “da sole” finanziamenti di 20.000, 30.000, 40.000 euro. E tutti gli altri a implorare criteri certi per l’assegnazione di sale comunali e di quartiere.

      La questione è la stessa: ci sono meccanismi poco trasparenti e poco giustificabili che, di fatto, tolgono a tutti per dare a pochi. Non importa se questi meccanismi ci fanno sorridere. Anzi, è ancora peggio, perché il sorriso veicola quasi sempre l’indifferenza e la disattenzione.

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